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> Il Capolavoro di Francesco Borromini: San Carlo alle Quattro Fontane <

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INTERNO DELLA CHIESA
Il vano ellissoidale della cupola è mascherato all'esterno da un tamburo dal quale, dopo tre gradini, si innalza, il lanternino motivato da nicchie, cui si addossano colonnette con una cornice mistilinea nella pane superiore. La decorazione interna è costituita da lacunari a profonda incavatura formanti caratteristici disegni tra cui la croce dei Trinitari. Al sommo del lanternino si aprono finestre. Nei pennacchi della cupola quattro medaglioni in stucco: L'incontro di san Giovanni da Matha con san Felice da Valois; Innocenzo III che celebrando la Messa accoglie l'ispirazione divina di approvare l'Ordine; L'approvazione dell' Ordine e la vestizione dei due fondatori; Il riscatto degli schiavi dei musulmani. Sono dovuti a Giuseppe Bernascone, che nel febbraio 1640 fu incaricato della decorazione a stucco. A questo lavoro ha collaborato Domenico De Rossi, scultore attivo alle dipendenze del Bernini.


(i numeri corrispondono alla pianta)

2) A pianta ellissoidale. La linea ondulata delle pareti è sottolineata da colonne
con capitellicupola.JPG compositi ravvicinati in modo disuguale ma simmetrico. Sulle colonne poggia la trabeazione che, sopra gli altari, sostiene un timpano, oltre il quale si svolgono lacunari in prospettiva che accentuano la profondità delle curvature. Negli intercolumni si aprono otto piccole nicchie ad arco triobo formato da una doppia conchiglia. Il motivo della conchiglia arricchito da foglie appuntite si ripete nell'arco delle nicchie più ampie che si trovano lungo il perimetro della chiesa, in un numero complessivo di dodici. Unica nota di colore sono le cornici dorate degli altari. L'ideazione del Borromini si può riconoscere anche nelle cancellate, delle quali particolarmente felici sono quelle realizzate da Giulio Cianchi nel 1642 per le due cappelline.

3) Sull'altare di destra la tela firmata Amalia De Angelis e datata 1847. Rappresenta L'estasi di san Michele dei Santi, canonizzato nel 1862, ritratto nell'atto di donare il suo cuore a Gesù Cristo.

4) La pala dell'altare maggiore con la raffigurazione di San Carlo Borromeo affiancato dai fondatori dell'Ordine che adora la Trinità è di Pierre Mignard (1612-1695). Egli eseguì anche l'ovale con L'Annunciazione al di sopra dell'ingresso, distrutto, verso la metà dell'Ottocento, dall'inserimento dell'organo e dalla cantoria.

5) La pala dell'altare a sinistra rappresenta L'Estasi di san Giovanni Battista della Concezione, riformatore dei Trinitari. L'autore è Prospero Mallerini (1819).

6) Cappella a destra dell'ingresso. La piccolissima cappella, a pianta esagonale, ospita pitture ad olio di Giuseppe Milanese (1653). A sinistra del piccolo altare il Cristo alla colonna affiancato da due aguzzini. A destra L'incoronazione di spine. La Crocifissione sull'altare presenta la Vergine, la Maddalena e san Giovanni presso il Golgota.

7) Cappella a sinistra dell'altare maggiore. Sei colonne corinzie scanalate reggono la trabeazione su cui s'impostano timpani curvilinei e triangolari. Sull'altare una tela con il Riposo in Egitto di Giovan Francesco Romanelli. Sotto l'altare l'urna contenente il corpo della beata Elisabetta Canori Mora. Nel soffitto lo stemma Barberini con la scritta in ricordo del cardinale Francesco.

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