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ROSSO E BLU IN FORMA DI CROCE: “NE USCÌ SANGUE ED ACQUA” (Gv 19,34)

(18 aprile 2003)

Il simbolo della croce rossa e blu, nel capolavoro del Borromini, ci aiuta a pellegrinare al cuore di una caratteristica propria dei trinitari: 'la cassa della redenzione'. S. Giovanni de Matha, fondatore dell'Ordine con S. Felice de Valois, mostra nella Regola  i sacri beni della redenzione: la 'tertia pars'. Puntualmente dal 1198, ogni anno, in occasione del Capitolo Generale,  arrivavano da tutte le Domus Sanctae Trinitatis  questi sacri beni. Il Capitolo programma 'le azioni comuni e in comunione', le redenzioni. Ben presto quel sacro deposito fatto per gli schiavi riceve un nome: 'cassa della redenzione'. Un nome che ancora oggi è suggestivo, sorgente di motivazioni e di entusiasmo. La gestione della 'cassa della redenzione' viene affidata a più persone e ognuna di queste ha una chiave. La Regola esige che ogni domenica, nel capitolo della Domus, si separi la 'tertia pars' di tutti i beni.

I beni per gli schiavi, nel carisma trinitario, affondano le loro radici nel 'Cuore squarciato' di Cristo, dal quale 'scaturì sangue ed acqua' (Gv 19, 34): 'il prezzo della nostra redenzione'. La Redenzione operata dal Figlio coinvolge, il Padre e lo Spirito Santo: Trinitas Redemptrix. Rosso e blu in forma di croce sarà il nostro emblema.

La 'cassa della redenzione' è simbolo permanente del carisma trinitario. San Giovanni Battista della Concezione, con i fratelli della Reforma, a partire del 1599, rinnova con ardore questa testimonianza, segno inequivoco del loro essere nelle sorgenti del carisma.

Oggi 2003 la 'cassa della redenzione',  per il ruolo simbolico che ha, è al centro dell'attenzione nelle comunità, associazioni e gruppi trinitari. Il cuore dei trinitari e delle trinitarie (religiosi, monache, religiose, oblate, laici o laiche) diventa 'cassa della redenzione', ed evoca il 'dono totale'.

Tutta la vita di Gesù è in funzione della redenzione, il 'Cuore squarciato' diventa 'cassa della redenzione' di infinito valore. I mistici medievali mettevano in risalto Gesù con il cuore squarciato (cf Gv 19,31-37), da esso sgorgano sangue e acqua: memorabile segno, accolto nei colori della croce trinitaria: rosso e blu. Sono tanti i riferimenti che documentano lungo i secoli il simbolismo dei colori della Croce Trinitaria. I Dottori della Chiesa hanno visto nel sangue e acqua uscite dal costato trafitto 'il prezzo della nostra Redenzione'. Non siamo stati riscattati con oro e argento, ma con il Sangue di nostro Signore Gesù Cristo: 'Nell'Eucaristia si attua l'opera della nostra redenzione' (Can.608; CC 39).

È paradigmatico il filo d'oro che percorre la Regola e la formazione del trinitario attraverso i secoli: 'Il formatore immetterà nel cuore dei giovani ansie di dare la vita come il Redentore'. Senza questo segno la formazione del giovane trinitario non avrà raggiunto l'obiettivo: Gesù è venuto "per servire e  dare la vita" (Mc 10,45). Il cuore dei trinitari e delle trinitarie 'come 'cassa della redenzione', vuol dire non avere altri interessi che quelli di Cristo Gesù - come trasmette la Bolla di approvazione della Regola ( Inmnocenzo III, 17 dicembre 1198).

Gesù che ha preso il posto dell'ultimo, di ogni persona oppressa, perseguitata e di ogni persona condannata a morte. Un segnale forte e costante lungo i più di otto secoli di storia trinitaria, caratteristica propria che ci porta costantemente al cuore dei colori trinitari. Il capolavoro del Borromini suggerisce, con straordinario fascino, questa immensa ricchezza di Vangelo.

Su questa scia di amore senza tempo e senza frontiere, l'Ordine della Santissima Trinità, con occasione dei suoi 800 anni di fondazione (1198-1998), ha messo in moto l'organismo 'Solidarietà Internazionale Trinitaria' (SIT) per ravvivare la fiamma del suo carisma, più che mai attuale.

 

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