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> Il Capolavoro di Francesco Borromini: San Carlo alle Quattro Fontane <

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> Progetto sociale Beata Elisabetta Canori Mora

L'Istituto delle Suore Trinitarie di Roma è un germoglio sbocciato dal grande albero dell' Ordine Trinitario l'8 settembre 1762 con la vestizione dell'abito religioso trinitario della fondatrice, Madre Maria Teresa Cucchiari, nella chiesa di S. Carlino.
Da qualche anno l'Istituto ha orientato il suo interesse missionario verso le Filippine, con l'urgenza di salvare l'infanzia abbandonata dell'isola di Negros, dove la povertà e la miseria si mostrano nella loro più cruda realtà; nel Centro Most Holy Trinity Home Victorias Foundation In. vengono accolti bambini e bambine dai tre anni d'età sino al termine dell'obbligo scolastico.
Attualmente stiamo visitando le diverse zone di uno dei quartieri più poveri, dove gran parte delle persone vive in capanne nel cimitero pubblico e i bambini inventano i loro giochi tra le immondizie e le tombe. Siamo riuscite a sollevare da questa inumana condizione oltre trenta bambini che, almeno il sabato e la domenica, trascorrono, insieme ai loro coetanei ospiti del nostro Centro, momenti di serenità, di gioia e benessere fisico, intellettuale e morale. 
Il nostro Progetto è quello di creare delle infrastrutture che assicurino a questi piccoli un avvenire dignitoso e realizzare la loro promozione umana, sociale e cristiana. Potremo arrivare a tutto questo con il vostro aiuto. 
Urge in noi ciò che ha detto Gesù:

Tutto quello che avete fatto a uno 
di questi più piccoli l'avete fatto a me.

> Per i profughi del Sudan

Il Progetto, promosso da Padre Manolo che ha maturato la sua vocazione religiosa nel Convento di San Carlo alle Quattro Fontane e l'obbedienza l'ha portato, ancora giovanissimo, in terra di missione, a Il Cairo, è nato per dare una mano ai nostri fratelli sudanesi profughi in Egitto che hanno perso il lavoro e la casa e perciò costretti ad abbandonare il loro paese per sfuggire alle persecuzioni.
Arrivano a Il Cairo con niente e perciò hanno bisogno di tutto. Non si può rimanere insensibili conoscendo la situazione di grave disagio e di estrema povertà in cui vivono. I Padri Trinitari della missione egiziana gestiscono l'emergenza con grande difficoltà. Il problema del lavoro è drammatico in un paese dove c'è già una forte disoccupazione; le scuole governative sono già sovraffollate di egiziani, quelle private sono inaccessibili. L'incertezza del futuro è il più grande di tutti i problemi e finché dura la guerra civile in Sudan è impensabile tornare nel loro paese e nelle loro case. 
I profughi sudanesi in Egitto hanno bisogno di tutto, e in primo luogo di un'educazione umana e religiosa. 
Pubblichiamo il Progetto Per i Profughi del Sudan, certi di poter contare sulla vostra solidarietà. 

Un piccolo gesto può essere molto importante per chi vive in condizioni disumane.

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